Tucc Un Trimestrale della Sezione di Biella
  A.N.A. TRIMESTRALE DELLA SEZIONE DI BIELLA Biella,  11-12-2017 -  

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 La Sezione di Biella in Assemblea
 Assemblea sezionale ordinaria dei delegati 2013
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Delegati
BIELLA -


 



“Quanto è bella, quanto è sinceramente fraterna la nostra Associazione” fu la conclusione della relazione morale di Mario Balocco nel gennaio del 1951, riportata sul n. 2 del Tücc’Ün. I soci erano 2.230, per 33 gruppi. Sessantadue anni dopo, Marco Fulcheri, 11° presidente degli alpini biellesi, al secondo anno del suo mandato, presenta la sua relazione annuale con la stessa certezza di guidare una sezione sana e importante. Non sappiamo quanti fossero presenti a quella lontana assemblea. Sappiamo invece che il grande salone della sede di Biella era quest’anno stipato che di più non si poteva; forse sulla terrazza c’era ancora posto. L’età media dei soci è quella che è, si sa. Non diminuisce di certo. Le facce sono ormai abbronzate dall’esperienza ma hanno ancora bisogno di sapere. La determinazione, anzi la combattività, si difende bene.



Domenica 3 marzo. Anno 91 dalla fondazione della sezione, 141 dalla costituzione delle Truppe Alpine. Duecentotre delegati su duecentocinque. Non male! Marco Fulcheri dispensa saluti e battute per tutti. La presidenza dell’assemblea viene affidata a un alpino di inattaccabile esperienza: Silvio Biasetti, cento anni a maggio, che va a sedersi accanto al segretario Dario Romersa e al delegato della Sede nazionale Renato Zorio. A fianco del tavolo il vessillo sezionale e l’aquila guardano riconoscenti verso il Tricolore. Onori alla Bandiera, ossequio ai Caduti in servizio e lettura degli alpini ‘andati avanti’: le diapositive preparate da Maurizio Santi moltiplicano la forza delle parole e consentono ai presenti di mantenere alta l’attenzione. Quindi la nomina di tre scrutatori per l’elezione dei nuovi consiglieri sezionali, dei revisori dei conti e dei revisori dei conti supplenti.



La relazione morale. L’emozione di Marco è pari alla consapevolezza di dover rendere conto del primo anno di presidenza, coinciso con il 90° (la Fanfara della Brigata Taurinense a giugno con la sfilata delle divise d’epoca, i festeggiamenti a settembre). Ma anche l’adunata di Bolzano, il Camino, San Maurizio, Novara con il 1° raggruppamento, l’incontro con i Reduci, la Fanfara dei congedati della Cadore. L’alpino Fulcheri, spettatore prima e poi attore impegnato è diventato regista, deve avere ben chiaro il copione, deve sapersi misurare con tutte le maestranze e districarsi tra gli ostacoli. Si complimenta con i componenti del Comitato di presidenza, del Consiglio, delle Commissioni e con tutti i volontari per l’appoggio e l’incitamento. Non fa nomi volutamente, anzi due li fa: i custodi Otello e Rosalia, garanti, protettori, difensori quotidiani della sede sezionale.



Museo e Biblioteca. Marco mantiene la carica di direttore. I volumi catalogati sono 1.397, la rassegna stampa viene messa sul computer da Ermanno Sola. Il Museo è diventato come previsto una tappa didattica per scuole e comitive, il suo percorso viene ancora perfezionato, si sta lavorando alla storia della sezione e al periodo storico dal 1945 ad oggi.



La relazione si allarga e vengono chiamati alla ribalta i coordinatori delle commissioni sezionali, cardine delle attività operative. Il loro intervento integra e sviluppa l’informazione introduttiva del Presidente con note e commenti anche personali.



Commissione sede ~ manifestazioni. La sede ha sempre bisogno di manutenzione per conservare l’immobile in buono stato. Italo Moi sviluppa in dettaglio il resoconto delle manifestazioni, incentrato soprattutto su un anno molto impegnativo, il 90°. La partecipazione dei gagliardetti di Gruppo alle manifestazioni sezionali è stata in media di 67 su 73 totali, nelle feste di Gruppo di 35.



Tücc’Ün. Il direttore Enzo Grosso, pirotecnico come al solito, vuole condividere con soddisfazione i buoni risultati conseguiti durante un anno socialmente difficile, un annus horribilis: il giornale è



 



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migliorato nei contenuti e nella grafica, si sta usando un nuovo programma informatico di elevate prestazioni, si vuole essere al passo con i tempi. Si è incappati in problemi di incasso connessi con la gestione degli spazi pubblicitari, ma se ne sta uscendo.



Comunicazione sezionale. Marco Fulcheri ha inaugurato un’informazione sistematica degli eventi principali a tutti i Gruppi con la posta elettronica e altri moderni strumenti (i social networks; la carta velina e il lapis stanno nei ricordi, seppur nostalgici). Il sito www.anabiella.it è stato arricchito, c’è anche un regolare spazio dedicato alle Truppe Alpine, aggiornato direttamente dalla Brigata Taurinense.



La vita dei gruppi. I Gruppi sono la Sezione che di per sé – con  una battuta - non esiste perché non ha direttamente dei soci. Un plauso ai capigruppo, paladini silenziosi e cavalieri senza paura abituati alle delusioni. La novità dell’ultimissimo periodo è la camicia sezionale proposta ai Gruppi per le missioni più importanti (le adunate, i raduni). Lo sfilamento delle penne nere biellesi in un’unica macchia dello stesso colore non può che essere un bel colpo d’occhio e un’immagine di unità. “L’abito non fa il monaco, ma aiuta”, rammenta il Presidente.



Centro studi. Alberto Ferraris, fiume in piena, ricorda le iniziative che vogliono salvaguardare memorie e tradizioni, il progetto scuole, il Libro Verde (cinquantatre  Gruppi hanno comunicato i loro dati per il 2012: 23.470 ore lavorate, 76.590 € raccolti).



La forza dei soci. AGGIUNGERE ISTOGRAMMA? Al 31 dicembre erano iscritti 4.071 alpini e 1.381 soci aggregati, per un totale di 5.452 uomini. La flessione è un processo inevitabile, senza dubbio, forse un po’ ritardabile con gli alpini ‘dormienti’, quelli non più iscritti o mai iscritti. Si ricorda che negli ultimi due anni l’Associazione nazionale alpini nel suo complesso ha perso circa ventimila iscritti, ahinoi ‘andati avanti’.



Protezione Civile. Amelio Crotti ha trascinato ed animato il suo nucleo in nuovi impegni gravosi, tra cui la Liguria e l’Emilia, per 1.800 ore di lavoro. Centodieci uomini nell’organico della P.C., ma il 38% dà solo saltuariamente la sua disponibilità. “È più quello che si riceve che quello che si dà”, è la sua costante riflessione.



Sport. La finanza della sezione non può più rimborsare integralmente le trasferte degli atleti e ha cominciato a chiedere una partecipazione alle spese. Mauro Falla, da una vita responsabile sezionale, lascia per impegni di carattere nazionale; durante la cena dello sport di novembre gli era stata conferita la Targa del mulo, massimo riconoscimento. Svolge la sua ultima relazione sui campionati nazionali e sezionali e presiede alla consueta premiazione con la consegna dei trofei: a Candelo sia il Trofeo Mario Balocco che il Trofeo Presidente nazionale.



Banco Alimentare. Il lettore trova dati e consuntivo in altra parte di questo giornale.



La relazione finanziaria. Pier Gremmo prende docilmente per mano gli alpini per un’immersione di profondità verso i dati di consuntivo 2012 e di preventivo 2013. È necessario spremersi un po’ per interpretare le tabelle costi/ricavi, l’attivo e il passivo, leggere i numeri che parlano di Protezione Civile, di Museo e di Biblioteca, di gestione sezionale generale. Siamo in discreta salute, se si tiene conto dei mutui accesi con i due istituti bancari per la realizzazione della Sede e che saranno estinti nel 2020. Il ‘mattone per la sede’ continua ad essere la linfa primaria per far fronte agli impegni, insieme con i proventi dei pranzi e delle cene che sono – ricorda il Presidente – “il nostro stipendio”.



Verso la conclusione. Gli ultimi passaggi obbligati rimangono la relazione dei Revisori dei conti (Giuseppe Ghione), il tesseramento 2013 (invariato), l’adunata di Piacenza, le approvazioni per alzata di mano delle relazioni morale e finanziaria (all’unanimità), l’invito accalorato di Otello Furlani di collaborare sempre con la tempestività necessaria sui temi organizzativi. E ancora i risultati delle votazioni (BOX A PARTE?) e la nomina dei delegati all’assemblea di Milano del 19 maggio. Uno spazio inconsueto offre il ringraziamento e un omaggio a Corrado Barbera, che ha condotto e accompagnato in lungo e in largo per l’Italia Corrado Perona nei suoi nove anni di presidenza nazionale. Per ultimi un intervento di Edoardo Gaja (“continua lo spirito intatto e la ricerca sempre di percepire la forza crescente della sezione, la vostra casa”) e di Renato Zorio, con le ultimissime sugli interventi in Emilia, l’asilo di Rossosch, il viaggio programmato sul Don.



Il Presidente affronta l’epilogo dell’assemblea dando una modulazione diversa alla voce. “Io per primo mi rendo conto che avrei potuto e dovuto fare meglio, sicuramente di più. Ho sparato le cartucce in mio possesso come meglio ho saputo. A voi chiedo comprensione per le mie lacune e collaborazione, suggerimenti e critiche costruttive che mi aiutino a fare gavetta. […] Potremo continuare a fare anche le cose impossibili, sempre con un sorriso, perché in fondo è questo che la gente si aspetta da noi, impegno ma anche serenità”.



Nelle parole del Presidente e nella chiara ricerca di un messaggio che raggiunga ogni suo alpino c’è l’invito a conoscere meglio la Sede di Biella e la sua funzione, pur nel rispetto del ruolo primario e unico del Gruppo. È lo stesso concetto che il già presidente nazionale Leonardo Caprioli espresse durante un anniversario di Nikolajewka: “L’A.N.A. deve essere per noi tutti come una grande baita che vive, accanto ad altre, nella nostra Italia. […] La nostra baita resterà sempre unita con quell’amicizia, quel calore, quell’affetto che ci hanno sempre contraddistinto e che fanno di noi una grande, unica, invidiata famiglia”.



Ermanno Germanetti

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